DOMENICA 15 MAGGIO 2016
SOLENNITÀ DI PENTECOSTE
«Ogni volta che avete fatto queste cose
a uno dei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me»
LA PAROLA DI DIO
Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni da- gli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedet- ti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete ve- nuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signo- re, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da
me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”. Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”. E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna.
COMMENTO
Questo brano di vangelo fa da sfondo per tutti i giorni della settimana. Potremmo dire che è il testo base delle opere di misericordia.
Ognuna delle opere di misericordia corporali viene in soccorso a una specifica necessità del prossimo. In realtà l’uomo, dal punto di vista fisico, può fare esperienza di carenza di risorse sempre necessarie, sia interne (cibo, acqua), sia esterne (abito e tetto), e subire necessità momentanee inter- ne (malattie) o esterne (privazione della libertà, o sepoltura): a queste carenze rispondono le sette opere di misericordia chiamate “corporali”.
PREGHIERA
Gesù, ti sei fatto volto amico,
mano toccabile, fratello raggiungibile.
Sei andato oltre il cielo e ci sei venuto incontro, sei sceso sulla terra e ti sei sporcato
mani e piedi con la nostra stessa terra.
Questo significa Dio fatto carne, vero?
Per questo è straordinaria la tua vita… unica direi! Hai avuto il coraggio di nascere in un popolo, rischiando di diventare uno straniero, per tutti gli altri.
Ti sei fatto bambino affidandoti alle braccia di chi ti avrebbe accolto, protetto e custodito. Hai creduto in noi, nella nostra giustizia,
nella nostra capacità di fidarci, nella nostra fedeltà, anche quando ti abbiamo tradito.
Ti sei fatto per primo, volto amico,
per insegnarci a scoprire in ogni uomo e donna,
il volto amico e prezioso di un fratello e di una sorella da amare, custodire e accogliere.
E’ difficile, amico Gesù,
ma tu resta con noi e impareremo a farlo! Amen.
(di Suor Mariangela Tassielli)