Pubblicato in: Anno della Misericordia, Diocesi, Parrocchia, settimana di spiritualità

Settimana di Spiritualità 2016!!!

DAR DA MANGIARE AGLI AFFAMATI

«Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare»

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A che serve, fratelli miei, se uno dice di avere fede, ma non ha le opere? Quella fede può forse salvarlo? Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: «andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi», ma non date lo il necessario per il corpo, a che cosa serve? Così anche la fede: se non è seguita dalle opere, in se stessa è morta (Gc 2,14-17).

 

COMMENTO

Dacci oggi il nostro pane quotidiano” si recita nel Padre nostro. Il cibo basilare della Palestina era il pane, così l’azione comune di prendere cibo era detta “mangiare il pane”. Anche Dio era chiamato come “colui il pane ad ogni vivente”. Il pane è segno di alimentazione che manca a molti Lazzaro della vita cui non è concesso sedersi alla tavola del ricco epulone. Gli affamati, forse, sono lontani da noi, ma non mancano neppure presso di noi, per cui è possibile provvedere loro anche il pane materiale. Molti di più, certo, mancano del pane spirituale, di quel “pane di vita” che è Gesù che, del “pane spezzato”, ha fatto il segno del suo corpo offerto per la vita del mondo. “Condividere” e “insieme” sono le parole chiave di questa prima opera di misericordia. Quanti stanno insieme e condividono quello che hanno, mo- strano di essere fratelli.

ANEDDOTO: Venire incontro ai bisogni.

Il grande sogno di Don Bosco era quello di creare un ora- torio dove poter ospitare i ragazzi e i giovani sfruttati, soli e senza speranza. Egli affermava: “Non mi vedranno mai troppo serio. Sarò sempre il primo a parlare e a tenerli allegri”. Non era facile però trovare un luogo per ospitare i suoi giovani e si vide costretto ad affittare un prato dove, in allegria, faceva il catechismo e giocava con loro mentre, per la Messa, li portava nella chiesa della periferia. Una domenica andarono al monte dei Cappuccini dove parteciparono alla Messa e tutti fecero la Comunione. Usciti poi sul largo piazzale, Don Bosco distribuì loro la colazione e tutti mangiavano allegramente. In disparte, però, un ragazzino osservava triste. Don Bosco si avvicinò e gli chiese: “Come ti chiami?”. “Paolino”. “Hai preso la colazione?”. “No, signore, perché non mi sono confessato comunicato”. Don Bosco lo guardò con un sorriso e gli disse: “Non occorre né confessarsi comunicarsi per avere la colazione, ba- sta l’appetito!”. “Oh… quello ce l’ho eccome!!!”. Don Bosco lo condusse al cesto e gli diede in abbondanza pane e frutta: “Eri proprio affamato e triste! Ma ora non più. Che bello!”.

PREGHIERA

Signore, quando ho fame

dammi qualcuno che ha bisogno di cibo; quando ho un dispiacere,

offrimi qualcuno da consolare; quando la mia croce diventa pesante, fammi condividere la croce di un altro; quando non ho tempo,

dammi qualcuno che io possa aiutare per qualche momento;

quando sono umiliato,

fa che io abbia qualcuno da lodare; quando sono scoraggiato,

mandami qualcuno da incoraggiare,

quando ho bisogno della comprensione degli altri, dammi qualcuno che ha bisogno della mia; quando ho bisogno che ci si occupi di me, mandami qualcuno di cui occuparmi;

quando penso solo a me stesso,

attira la mia attenzione su un’altra persona. Rendici degni, Signore,

di servire i nostri fratelli che in tutto il mondo vivono

e muoiono poveri ed affamati.

Dona loro oggi, usando le nostre mani, il loro pane quotidiano.

Dona loro per mezzo del nostro amore, pace e gioia.

Amen

(di Madre Teresa di Calcutta)